Il mondo dell’andirivieni

C’era un mondo di luce nel paese dell’al di là.
Era fatto di pane e nuvole color di lillà. Acque fiorite e farfalle giganti. Sassi di madreperla ed erba come seta che a camminarci sopra i piedi avevan gioia.
C’era un mondo di buio nell’al di qua’.
 Un mondo sotterraneo di buchi, tane, lombrichi e serpenti . Un posto di passaggio sulla soglia di una terra spoglia e umida cosparsa dei resti di ciò che un tempo era il mondo dell’andirivieni.
L’andirivieni era un luogo fatto a cerchio e fatto a palla, tenuto insieme da fili di lana e fil di ferro. Ci stavano le mosche, quelle bianche, e le pecore, quelle nere.
Ma una notte  le pecore, alzando il muso al cielo, bevvero e succhiarono dalla via lattea  tutto il suo latte, stelle e fate morte . Divennero bianche divennero molte tanto che a contarsi divennero storne.
Le mosche si posarono e a testa in giù mangiarono dalle radici di un tamarindo e succhiarono pantano nero, foglie secche e fango vivo. Divennero scure divennero nere e volarono a turno cosi tanto e cosi intorno da darsi fastidio.
Quando le pecore divennero bianche e le mosche divennero nere il mondo  dell’andirivieni cambiò di senso e alla fine si fermò, senza più spinta si bloccò. Staccandosi dalla volta precipitò, fino a posarsi sul mondo dell’al di qua’.
Gli abitanti dell’al di là guardarono in basso e affacciati e aggrappati ai margini dell’Universo indicarono in giù e fecero “Oooooohhhhh” con le bocche a forma di cerchio, poi lanciarono corde e gettarono funi per salvare le pecore nere diventate bianche e le mosche bianche diventate nere. Ma nessuna si salvò, solo una pecora nera rimasta nera e una mosca bianca rimasta bianca.
Le due si arrampicarono fin su’ in alto, gemettero e imprecarono talmente tanto da seccare la gola e stancare le orecchie. Alla fine arrivarono all’al di là e corsero di nuovo felici nel mondo dei lillà.
A guardare in basso ancora adesso vedon con spauracchio il mondo dell’Andirivieni sopra al fango alle tane ai bruchi e serpenti. Si muovono lente le pecore bianche e volano intorno le mosche nere si muovono avanti si muovono indietro si muovono in qua si muovono in là , ma non c’e’ pace in quel posto e non c’e’ grazia ne’ beltà.

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