Polifemo

Quando penso a come Ulisse ha sconfitto Polifemo penso, a volte, che l’unica soluzione in questi tempi barbari, sia chiamarsi Nessuno.
Come è  forte la tentazione…
Ma non posso.
Ancora non posso.

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Molino Stucky

” Mi hanno chiamata sul palco e ho camminato tra i tavoli col mio vestito lungo, i tacchi alti.
Portando me stessa.
Niente di più, niente di meno.
Solo me stessa e la mia strada”

Non mi riconosco

Non mi riconosco
In questo continuo sdoganare gli istinti più bassi dell’ uomo.

Non mi riconosco nel trasformare i poveri del mondo in nemici.

Non mi riconosco in questo costante spostamento della realtà.

Non mi riconosco in questa continua falsificazione della verità.

Non mi riconosco nel non  rispetto dell’autorevolezza di chi è  più competente.

Non mi riconosco in una società dove gli
Intellettuali non si assumono il compito il contribuire alla crescita spirituale della società.

Non mi riconosco in artisti che non si sentono cittadini di una polis, che non si  espongono, non parlano, non denunciano,  e quando lo fanno è  solo per farsi specchio del vuoto allucinante e dell’immensa indifferenza  che ci circonda.

Non mi riconosco.

Il fuoco

 

16 ottobre

Da bambina con la scuola andammo a fare una gita a Murano, l’isola di Venezia dove si forgia il vetro col fuoco.

Entrammo in una fornace e il maestro vetraio ci mostrò come da un bolo liquido si potevano creare oggetti, bicchieri, vasi, animali.

Eravamo tutti senza fiato, a bocca aperta…sentivamo, in fondo, che solo il coraggio di affrontare il fuoco ci trasforma.

Sicilia

Messina.
Mio padre accanto a me mi ricorda che lo stretto si attraversava coi nonni per andare alla sagra di Reggio Calabria, dove si trovavano biscotti duri e fischietti per bambini. Quelli da riempire con l’acqua per poi soffiarci dentro. Io me lo immagino mio padre da bambino con tutti i suoi fratelli e mia nonna vestita di nero.
Mentre tornavano a Messina, di notte, su un traghetto pieno di bambini col fischietto tra le labbra.