Una di cielo

 

Perche’ sei cosi nera?
dice la mosca alla formica
perche’ sei cosi pelosa?
domanda la formica alla mosca

E prendono a schernirsi
non sapendo
d’essere
sorelle
una di cielo
l’altra di terra

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Segni d’acqua

“oggi abbiamo mangiato i nostri parenti”
mi sussurri all’orecchio
mentre pensi alla tua immortalità
dopo una cena di vino bianco e gamberi

e ci avvinghiamo
su lenzuola umidiccie
di alghe e larve di insetti
rotolando e
avviluppandoci
tra piccoli pesci
intrappolati
quaggiù
nelle reti
del materasso

Sai tu
quali notturni richiami
e segrete danze
produciamo?
con lo sbattere
dei nostri addomi molli
e lo sfregare
di scudi ossei e corazze
e il cingere
di chele e tenaglie
e il pungersi
di code ed aculei
qui,stringendoci
nelle acque profonde
di stagni
nidi
velenosi
scuri fanghi
qui,
sotto
infiniti tropici
luminose stelle

( dalla raccolta Alphonsomangorey di Patrizia Laquidara – Ed. La Vencedora)

Croccantini

Buona giornata
compagna
gracile ti distendi
sfinita dall’usura
dal tempo che ti ha resa
sdentata ed ossuta
senza piu’ minerali

Eppure mi sento abitata
dalla resa dei muscoli
che su di me abbandoni
e dal canto del tuo corpo
quando vai
tra una sponda all’altra delle mie mani
che ti sgranano ossa nella schiena
e il piccolo friabile scheletro
in cui ti riconosco
le curve, gli spigoli
la solita unghia ricurva
che sempre ho visto
spezzarsi e staccarsi
dalla tua fragile
zampa dolente

Per quanto ancora
agiterai la coda
quando mi vedrai arrivare?
La borsa colma di cibo secco
per il tuo stomaco indigesto

( dalla raccolta Alphonsomangorey di Patrizia Laquidara – Edizioni La Vencedora)